Il cane dopo una terapia antibiotica: cosa osservare nella digestione

Una terapia antibiotica prescritta dal veterinario va sempre completata come indicato, anche quando il cane sembra già star bene. Detto questo, è frequente che nei giorni della terapia o subito dopo la digestione risulti più irregolare del solito. Vale la pena sapere perché succede e cosa osservare.

Perché la digestione può cambiare

Gli antibiotici agiscono sui batteri, e la loro azione non distingue tra quelli bersaglio dell'infezione e quelli che popolano normalmente l'intestino. Il risultato è una temporanea modifica della composizione della flora intestinale, che può tradursi in feci più morbide, gonfiore o appetito altalenante.

Nella maggior parte dei cani si tratta di una fase transitoria. I tempi di riassestamento variano molto da soggetto a soggetto e dipendono dal tipo di molecola, dalla durata della terapia e dall'età del cane.

Cosa fare durante la terapia

Segui la prescrizione alla lettera

Dosaggio, orari e durata sono stabiliti dal veterinario. Interrompere prima perché "sta già meglio" è l'errore più dannoso in assoluto, per il cane e in generale.

Rispetta le indicazioni su cibo e somministrazione

Alcuni antibiotici vanno dati a stomaco pieno, altri lontano dai pasti, altri ancora non vanno associati a determinati alimenti. Se non ricordi l'indicazione, chiedi — non improvvisare.

Non cambiare alimento nel frattempo

È il momento peggiore per introdurre crocchette nuove. Se un cambio è già in programma, rimandalo a fine terapia e fallo con la solita transizione graduale.

Riduci le variabili

Sospendi snack, avanzi e novità alimentari: servono per capire cosa sta causando cosa.

Acqua sempre disponibile

Nelle fasi di feci irregolari l'idratazione è l'aspetto più importante da monitorare, soprattutto nei cuccioli e negli anziani.

Il supporto alla flora intestinale

Nei periodi in cui l'equilibrio intestinale è sollecitato, un mangime complementare può affiancare la gestione alimentare. FloraPet Probiotico è formulato a supporto del normale equilibrio della flora intestinale e della fisiologica funzione digestiva, in compresse appetibili e frazionabili prodotte in Italia.

Due precisazioni importanti. La prima: parlane sempre con il veterinario che ha prescritto la terapia, che può indicarti se e quando è opportuno inserirlo e come distanziarlo dalla somministrazione del farmaco. La seconda: un mangime complementare non è un medicinale, non sostituisce la terapia e non ne modifica il decorso.

Quando risentire il veterinario

  • Feci liquide che proseguono oltre 48 ore
  • Presenza di sangue o muco
  • Vomito ripetuto o impossibilità di somministrare il farmaco
  • Rifiuto totale del cibo o dell'acqua
  • Apatia marcata, tremori, qualsiasi reazione insolita dopo la somministrazione
  • Sintomi che ricompaiono a terapia conclusa

Nessuna di queste situazioni va gestita in autonomia: sono tutte comunicazioni da fare al veterinario, non problemi da risolvere con rimedi casalinghi.

Nelle settimane successive

Dopo la fine della terapia, la regola è la stessa di sempre: alimentazione regolare, pasti agli stessi orari, poche novità tutte insieme. Se avevi in programma un cambio di crocchette, aspetta che la situazione si sia stabilizzata e procedi con la transizione graduale su 7-10 giorni.

Domande frequenti

Posso dare un probiotico insieme all'antibiotico?

È una domanda da porre al veterinario, che conosce la molecola prescritta e può indicarti tempi e modalità. La risposta non è la stessa in tutti i casi.

Quanto dura la fase di irregolarità?

Molto variabile. Se si prolunga oltre qualche giorno dalla fine della terapia, va segnalata.

Posso dare riso e pollo per fermare le feci molli?

La dieta in bianco viene talvolta consigliata dal veterinario, ma non in tutte le situazioni ed è comunque temporanea. Meglio chiedere che decidere da soli.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico veterinario. Non interrompere né modificare mai una terapia prescritta senza consultarlo.